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Il concetto del giocare per divertirsi, se possibile provando quel brivido di adrenalina che è tipico del gioco d'azzardo, senza rischiare il proprio stipendio per intero è decisamente condivisibile; non sempre è un messaggio "neutro" soprattutto se proviene da coloro che per "statuto" hanno l'interesse opposto a quello della moderazione... difficilmente un gelataio metterà in guardia il proprio miglior cliente anche se obeso... Le case da gioco che si prestano a queste campagne pubblicitarie, hanno paradossalmente un ritorno di immagine in termini di "fair play", mostrano al mondo solo il lato chiaro e "pulito" di questo mondo.

 Un consiglo comunque potremmo darlo anche noi, se volete un consiglio "provocatorio"; ciascuno dovrebbe calcolare il proprio reddito mensile, e su questo la quota (se rimane e quando rimane) di reddito disponibile, ovvero quello che non è destinato ad esigenze primare (fitti, cibo, tasse, rate, etc.); una buona percentuale potrebbe essere il 25% del reddito disponibile da destinare al gioco, in modo da non rischiare di "avvelenarsi" un mese intero in caso di perdita.

Ma se così facessero tutti, siamo sicuri che avrebbe avuto senso assegnare centinaia di concessioni da parte dell'AAMS? E soprattutto sarebbe stato conveniente per gli operatori concessionari entrare in questo mercato? 

Lasciamo a voi le conclusioni....